Un’idea di destino (Tiziano Terzani)

 

Una raccolta di pensieri, immagini, storie, ipotesi, progetti.
Non ha l’ordine sistematico che chi decide di tenere un diario sempre si ripromette di usare, ma questo lo rende più vicino al lettore che ha tentato di tenere un diario ed ha avuto le stesse difficoltà
Il sottotitolo è “Diari di una vita straordinaria”, ed è davvero così.

Si racconta la vita di un reporter che vuole capire il mondo vivendoci dentro, non restando a casa a commentare da lontano; un giornalista che soffre per le ingiustizie del mondo che documenta
c’è la vita di un marito e padre che cerca di essere un buon marito e padre, come tutti
c’è anche la vita di un uomo che cerca se stesso, che cerca di lottare contro le contraddizioni e i dubbi che ogni giorno ci passano per la testa

Ed è il contrasto e la convivenza di ordinario e straordinario che danno ancora maggior valore a questo racconto di una vita speciale.

 

 

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Il ponte sulla Drina (Ivo Andrić)

Il ponte stesso è l’involontario protagonista del libro, fin dalla sua costruzione nel ‘500 in una cittadina tra Bosnia e Serbia allora parte dell’inpero ottomano.
Attorno, sopra e sotto il ponte avvengono svariati episodi della vita di questa cittadina, tante piccole storie dentro una grande storia che ci accompagna fino alla prima guerra mondiale.

Bello il linguaggio mai noioso, molto bella l’opportunità di conoscere una storia a noi molto vicina, raccontata però da un diverso punto di vista, aspetto oggi particolarmente importante.

Il profeta (Kahlil Gibran)

Un libro così famoso che è difficile dirne qualcosa di originale.
E’ un elenco di brevi motti, insegnamenti, suggerimenti che il profeta da alla popolazione che lui sta per lasciare dopo tanti anni.

Parla di ogni aspetto della vita, dell’amore, della libertà, dell’amicizia, del tempo e di molto altro ancora.
Ne parla in un modo che è spesso mistico anche se non identificato in una specifica religione.

Cito uno dei tanti passaggi che mi hanno colpito, dalla pagina dell’amore
“….
Quando l’amore vi chiama, seguitelo.
Anche se la via è dura e scomoda.
E quando le sue ali vi avvolgono abbandonatevi in lui.
Anche se la spada nascosta tra le sue piume può ferirvi.
…”

E solo un passo dall pagina dei figli
“…
I vostri figli non sono vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio della Vita per se stessa
Vengono attraverso di voi ma non da voi
E benché siano con voi non vi appartengono
…”

E’ un libro piccolo, ma molto molto denso.

Da leggere, ma anche da tenere a portata di mano.

Giorni in Birmania (George Orwell)

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Sono appena tornato dai miei “Giorni in Birmania”, e ricordo ancora perfettamente il momento in cui una giovane donna che cercava invano di vendermi dei souvenir mi ha chiesto da dove venissi; sentendosi rispondere “Italy” ha estratto con un sorriso questo libro, in italiano!

Mi ha colto davvero di sorpresa, e l’ho comprato di getto, anche perché il libro portato per il viaggio l’avevo già finito nel volo d’andata.

Ero in Myanmar, in Birmania, davanti ad un tempio di Bagan, luogo di stupori dove la sera stessa ho scattato la foto qui sopra; eccomi a leggere un libro scritto un secolo fa da un inglese che poi diventerà un grande delle letteratura, un romanzo che racconta di un mondo coloniale che fortunatamente non c’è più, dove violenza e sopruso sono all’ordine del giorno, a volte ricercati quasi come passatempo, a volte considerati l’unica risposta possibile a qualunque problema, a volte tollerati come un male necessario.

Racconta la storia di un commerciante di legnami, personaggio complesso che ondeggia tra codardia ed eroismo, tra menefreghismo e altruismo, tra abbrutimento e desiderio di riscatto, tra desiderio d’amore e rifugio nella solitudine.

Dal punto di vista letterario lo consiglio perché fa capire cosa è stata la presenza degli europei nelle colonie, con immagini che ci arrivano direttamente da chi le ha vissute. Ho anche apprezzato particolarmente le bellissime descrizioni dei paesaggi nelle diverse ore del giorno.

In particolare per me è stato soprattutto un modo per restare sospeso nell’atmosfera birmana, nelle piccole cose che caratterizzano questa parte di mondo, siano il modo di vestire, i fiori selvatici, la vegetazione lussureggiante della foresta, i profumi del cibo speziato cucinato all’angolo della strada.

L’ho iniziato in Myanmar e terminato ieri in Italia; assieme alle foto del viaggio che sto sistemando ha contribuito a far perdurare questa sensazione birmana che ho respirato e respiro ancora, sensazione che resterà a lungo nell’aria qui attorno.

 

Il buio oltre la siepe (Harper Lee)

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Il libro parla attraverso la voce della piccola Scout, una bimba di nove anni figlia di un avvocato dai principi morali inossidabili di nome Atticus.
Il dualismo tra la dolce ingenuità della bimba, nei pensieri e nei dialoghi con il fratello, e l’altrettanto dolce ma ferma posizione del padre che cerca di infondere con l’educazione i suoi sani principi nei propri figli è per me uno degli aspetti più interessanti del libro.
Il tema civile su cui è basato il testo è il razzismo verso i neri negli USA degli anni venti del novecento; si tratta di vera segregazione, sociale, fisica, economica, culturale.
Uno dei passaggi che più mi è piaciuto racconta di una riunione di un comitato di beneficienza verso una tribù africana, dove appare stridente l’ottusità verso il proprio comportamento con i neri che vivono alla porta accanto.
Bellissimo, con finale quasi lirico, il capitolo sul processo ad un nero innocente difeso da Atticus.
Un libro da leggere, a qualsiasi età.
Io l’ho ascoltato nella magnifica interpretazione di Manuela Mandracchia offerta da Rai Radio3 in Alta Voce. Credo che sia stato uno degli elementi che così tanto mi hanno fatto amare questo libro. (#ManuelaMandracchia, bravissima, anzi, di più!)

Sette brevi lezioni di fisica (Carlo Rovelli )

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E’ un libretto piccino piccino, che tratta temi grandi grandi.
Racconta con un linguaggio comprensibile storie incomprensibili per i più, me compreso.
Nonostante questo si legge con piacere.
Il libro è tutto un gioco di ipotesi che stupiscono e affascinano.
La sua lettura mi ha fatto capire quanto i grandi temi della fisica moderna siano lontani dalle percezioni di ogni giorno; paradossalmente si avvicinano più alla metafisica che ai fenomeni fisici elementari che viviamo ogni giorno, ormai così chiari e acquisiti che ci “sembrano” la Natura, la sola Natura; invece non è così. E il libro ce lo farà intuire, se non afferrare.