Lo sento che te ne andrai (Riccardo Vandoni)

Lo sento che te ne andrai.
Te ne andrai una mattina di novembre
la luce ancora spenta senza dirmi una parola.
Te ne andrai
come se ne va un ricordo
lentamente
senza farsi accorgere,
come uno sguardo perso
dietro sfuocate presenze.
Lo sento che te ne andrai.
Te ne andrai senza voltarti indietro
spalle dritte e sguardo al futuro.
Non ci saranno gigli nè mimose
nè profumo di ginestre.
Solo una piccola canzone
e il tuo sorriso della prima sera.
Solo i tuoi occhi neri
e quel timido approccio.
Se avrò forza non ti inseguirò.
Forse è giusto che tu vada via
dove non c’è passato
e le rose odorano di rosa.

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Dobbiamo ridare fiducia alla politica, ma severamente!

Finalmente sento un personaggio illustre, Fabio Fazio, aggiungersi al modesto gruppetto di chi come me non vuole pagare poco politici e dirigenti statali, ma vuole che siano i migliori, pagati bene ed integerrimi.
Sarà possibile in Italia? Tutti sappiamo che è difficile, ma per quanto difficile deve essere l’obiettivo di tutti