Spaghetti artigianali – Laos 26/11/2013 (Home made spaghetti)

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In una delle 4000 isole, zona a sud del Laos vicino al confine con la Cambogia, incontriamo questa donna al lavoro davanti a casa; con una tecnica ben rodata e attrezzature assolutamente rudimentali rispetto a ciò che potevo immaginare, fa bollire il riso, lo stende su una piastra e, prima che si solidifichi completamente li fa passare da un setaccio che li affetta in centinaia di spaghetti che diventeranno la base della cucina locale. Pure buoni!

E io che immaginavo venissero prodotti in buie fabbriche stipate di operai sottopagati…

Lei sorrideva e non capiva bene perché trovassi così sorprendente il suo operato.

 

Il fu Mattia Pascal (Luigi Pirandello)

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Celeberrimo libro che ho letto a vent’anni e riascoltato ora nella versione pubblicata da Raitre – Ad Alta Voce, letto da Omero Antonutti.

La storia inizia con Mattia, un ragazzo di buona famiglia orfano, con vicino un gestore patrimoniale farabutto che cerca e riesce ad appropriarsi a poco a poco delle sostanze della famiglia.

Continua con le sue vicende amorose, amori più o meno corrisposti e ostacolati, matrimoni difficili, figli cercati o disconosciuti; insomma, un racconto abbastanza intricato e interessante che ho appena sfiorato con queste poche righe.

Tutto ciò non è che la premessa, la preparazione al colpo di scena che cambierà la storia e diventerà il vero fulcro del libro: Mattia scappa a Montecarlo, gioca al casinò e vince, stravince; legge sul giornale che al paese natale hanno trovato un cadavere e pensano sia il suo; a questo punto decide di accettare l’offerta della sorte e cambia identità, iniziando a vivere una vita nuova, senza radici, che si inventa a piacere di momento in momento.

E’ questa la parte più interessante del libro, con le profonde riflessioni sul significato della vita, sulle storie delle persone che lo circondano, sulle scelte che in ogni momento deve compiere.

Dopo varie vicende decide di rientrare al paese natale e chiudere questa esperienza di identità artificiale, non senza alcuni passaggi divertenti sullo stupore che suscita sui compaesani e famigliari, altri amari sull’indifferenza della gente.

Una lettura che dopo un secolo è ancora appassionante e grande stimolo per la riflessione.