La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri (Alda Merini)

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri (Alda Merini)

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Invece di una lettera (Vladimir Majakovskij)

Il fumo del tabacco divora l’aria.
La stanza –
è un capitolo del kručeniko inferno.
Ricorda –
a questa finestra
per la prima volta
frenetico, ti accarezzai le mani.
Oggi te ne stai lì,
il cuore nel ferro.
Un giorno ancora –
e mi caccerai,
insultandomi, forse.
Nell’anticamera fosca a lungo non scivola
rotta dal tremito la mano nella manica.
Fuggirò via,
il corpo getterò in strada.
Selvaggio,
impazzirò,
troncato dalla disperazione.
No, non ce n’è bisogno,
cara,
buona,
dai, facciamo pace, ora.
È lo stesso,
amore mio –
un fardello grande infatti –
peserà su di te
ovunque andrai
lascia ruggire in un ultimo grido
l’amarezza dei lamenti offesi.
Se a fatica si riesce ad uccidere il toro –
lui andrà via,
ad accasciarsi nelle fredde acque.
Ma oltre al tuo amore
io
non ho mare,
e dal tuo amore neanche col pianto ottieni tregua.
Se vuole quiete lo stanco elefante –
regale, si sdraia sulla sabbia infuocata.
Ma, oltre al tuo amore
io
non ho sole,
eppure non so dove sei e con chi.
Se tu avessi tormentato così un poeta,
lui l’amata avrebbe venduto per soldi e gloria
ma io
non ho caro altro suono
che il suono del tuo nome amato.
E non mi getterò sui binari,
non berrò veleno,
né potrò premere il grilletto sulla tempia.
Su me
oltre al tuo sguardo
non ha potere alcuna lama di coltello.
Domani ti dimenticherai
che ti ho fatto regina
che l’anima florida incendiai d’amore,
e il carnevale polveroso dei giorni vani
sgualcirà le pagine dei miei poveri libri…
Le foglie secche delle mie parole
sapranno convincerti a restare,
coi loro avidi respiri?
Ma fa che
con un’ultima dolcezza
io rivesta il tuo passo che se ne va.

Valsugana – Sentiero 769

Spamattina pioveva, ma non c’era tempo di aspettare il beltempo che sarebbe arrivato verso mezzogiorno, secondo le previsioni.

Arrivato a Rubbio, ormai la pioggia era alle spalle, nevischiava. Mi sono buttato verso nord alla ricerca della neve vera e l’ho trovata.

Molto più dell’attesa.

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Qui stavo trascinando la bici che non ne voleva sapere di far girare le ruote, mentre i piedi ammollo nelle scarpe inadatte mi trattenevano dall’euforia per la bellissima solitudine del bosco.

E poi giù, che bella giornata!

Laos – Vientiane (15 nov 2013) – Wat Si Saket

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Anche il monaco protagonista della foto è stato colpito dalla bellezza del tempio Wat Si Saket.
Con la sua piccola digitale vuole portarsi via un’immagine da mostrare ad amici e familiari.
In Laos molti ragazzi laici si fanno monaci per un periodo della vita, anche molto breve.
In questo modo cercano la propria spiritualità e capiscono la durezza della vita monacale, cosa che ricorderanno per tutta la vita.